Escursione con le racchette da neve nelle Dolomiti

Autore
Manuel Demetz
Data
25.01.2021

Escursione con le racchette da neve nelle Dolomiti

Un'immersione nella natura e nella magia dell'inverno

Non è un caso che le racchette da neve abbiano una lunga tradizione nelle Dolomiti. Al di là delle piste da sci c'è un magico mondo tutto da esplorare. E allora avanti: ciaspole ai piedi e via! Alla scoperta dei boschi sprofondati nel sonno invernale, del sommesso mormorio dei ruscelli che si fanno strada nel ghiaccio e dei suggestivi scorci del Latemar e del Catinaccio incappucciati di neve.

 

Primi passi sulle racchette da neve

A muoversi con le racchette da neve si impara in fretta. Ciononostante, se si è alle prime armi è sempre consigliabile farsi accompagnare da un esperto. Se non altro per approfittare della sua profonda conoscenza del luogo. In fin dei conti, saper scegliere il miglior punto di partenza, la traversata più bella e la salita più entusiasmante è ciò che fa la differenza tra un'uscita rilassata ma piuttosto disorganizzata e un indimenticabile giro panoramico. È così che la sera ci si trova a raccontare esperienze fatte di avventura e di bellezza. 

In buona compagnia

Per l'uscita di oggi ci affidiamo all'esperienza e competenza di Ferdinand Pardeller, guida specializzata in escursioni con e senza ciaspole. La sua è una storia di quelle che si ricordano: arrivato il momento di andare in pensione, anziché prendere la via di pantofole e divano, si è dedicato anima e corpo alla sua passione. Da allora, passa le giornate sulle Dolomiti, da solo, con altri alpinisti o con gruppi che di scarponi e racchette da neve se ne intendono meno. La formazione come guida escursionistica è stata, per lui, una condicio sine qua non per poter trasmettere ad altri il suo amore per la montagna.

Il punto di partenza della nostra escursione è il mistico Lago di Carezza, ai piedi del massiccio del Latemar. In questa giornata d'inverno, le acque azzurre che in estate scintillano ai raggi del sole riposano nascoste sotto una coltre di morbida neve. Lungo la riva, massi coronati di bianco si ergono quali singolari sculture. Ci mettiamo in cammino in direzione nord-est e di lì a poco attraversiamo un ponte sospeso su una profonda gola. «Un'opera in acciaio della migliore qualità, realizzata dagli uomini della valle», mi assicura Ferdinand mentre ci addentriamo sempre più nel bosco.

Dove tutto è quiete e silenzio

Seguiamo l'uno o l'altro tracciato escursionistico, ma è evidente che Ferdinand non ne ha alcun bisogno. A un certo punto, deviamo e cominciamo a farci strada sulla neve intatta. Oltrepassiamo alcune capanne di legno vestite di bianco, tenendo le pareti rocciose del Catinaccio sempre davanti agli occhi. Abbiamo già superato un bel dislivello, ma di fare una sosta non se ne parla neanche. «Proseguiamo fino alla Frin!», afferma Ferdinand. Dopo l'hotel Moseralm, la vista si apre ad abbracciare le Torri del Latemar.

Il pieno di energia

Risalendo una strada forestale coperta da uno spesso manto di neve, ci lasciamo alle spalle l'hotel Moseralm e ci dirigiamo verso il passo Nigra fino a raggiungere una rustica baita su un piccolo altopiano tra il passo Nigra e il passo di Costalunga. «Eccoci sulla Frin», annuncia Ferdinand, «uno dei miei luoghi preferiti qui in Val d'Ega». La ragione è ovvia: ritemprati dai caldi raggi del sole, lasciamo vagare lo sguardo sulle Dolomiti, sul Gruppo dell'Ortles-Cevedale e sul massiccio del Brenta – cosa si può volere di più? Ferdinand ha la risposta pronta: un bel sorso di grappa! Lo beviamo con gusto, poi riprendiamo la marcia con rinnovata energia.

Al ritmo del bosco

Camminare con le racchette da neve richiede movimenti regolari e cadenzati che hanno un effetto profondamente rilassante. Basta prendere il ritmo con braccia e gambe ed ecco che ci si sente avvolti da una sensazione di pace e benessere. Immersi nella quiete del paesaggio invernale, avanziamo verso il monumento dell'imperatrice Sissi. Erto in posizione appartata e baciata dal sole sopra al paese di Nova Levante, il monumento è stato voluto dalla comunità locale in ricordo della visita dell'imperatrice. «Sissi amava venire qui in cerca di solitudine. Era il suo angolo preferito nelle Dolomiti», spiega Ferdinand.

L'incanto degli sport invernali

Nella retta finale della nostra escursione, il tempo passa in un batter d'occhio. In men che non si dica, l'anello si chiude e da lontano vediamo il ponte sospeso che abbiamo attraversato questa mattina. Fino all'ultimo, Ferdinand ci affascina con le sue storie. Che il legno degli abeti rossi esposti a nord sia particolarmente ricercato per la costruzione di strumenti musicali è solo una delle tante chicche che portiamo a valle con noi. Prima di toglierci le racchette da neve e riporre l'attrezzatura in macchina, a ogni modo, c'è ancora il tempo per un sorso di tè caldo… e un altro bicchierino di grappa! L'esperienza è durata poco meno di tre ore – tre ore trascorse all'insegna della pace, dell'allegria e del sapere.

Grazie, Ferdinand!

Manuel Demetz

Provare nuovi percorsi, testare mountain-bike di ultima generazione, scoprire valli e trail sconosciuti: questa è la vera passione di Manuel! Ma ad essere sinceri Manuel non pensa alla bicicletta solo quando esplora l’Alto Adige nelle vesti di Content Scout per clicktext, l’agenzia altoatesina di Corporate Content…