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Accettare e passare a WhatsAppInvocare il cielo, affidarsi a Dio, pregare contro il maltempo: nella Val d’Ega tutto questo faceva parte della vita quotidiana. Davanti alla porta delle Dolomiti, tra rigogliose colline e imponenti massicci rocciosi, non era raro che da un momento all’altro si scatenassero violenti temporali. E accadeva anche che le acque impetuose portassero via il prezioso bestiame dei contadini. Forse erano proprio le dure condizioni di vita in montagna a insegnare il timore di Dio. Una devozione ancora oggi visibile nelle numerose chiese e cappelle della zona. In ogni paese e in ogni borgo si possono ammirare preziosi esempi di arte sacra: mura, altari e affreschi che spaziano dall’epoca romanica fino ai giorni nostri.
Le innumerevoli leggende che si tramandano da tempi immemorabili tra le Dolomiti mescolano un pizzico di verità a molta fantasia. Durante le fredde serate invernali, gli anziani insegnavano ai più giovani il valore del timore: seduti davanti al fuoco, alla luce tremolante di una candela, raccontavano a bassa voce storie di streghe, maghi, re e principesse. Nella penombra del cucinino era facile dare forma, con l’immaginazione, ai personaggi che popolavano il vasto mondo delle saghe. Le leggende delle Dolomiti rappresentano ancora oggi un patrimonio culturale tanto oscuro quanto affascinante delle Alpi.
Il paesino di San Valentino in Campo è conosciuto come l’astrovillaggio e ospita uno dei planetari più moderni al mondo. Il Sentiero dei Pianeti, l’osservatorio solare e l’osservatorio astronomico offrono ulteriori affascinanti motivi per scoprire questa terra eclettica.
I musei della Val d’Ega accompagnano i visitatori in un viaggio nel passato di queste valli incastonate tra le Dolomiti e della loro gente. La vita contadina e quella di paese, i lavori artigianali, il culto religioso e i miti di un tempo tornano a vivere attraverso Stuben in legno, laboratori artigianali, opere di arte sacra e preziose sculture.

Utilizza 17 impianti di risalita nel cuore delle Dolomiti-Patrimonio Mondiale UNESCO sul Catinaccio, Latemar e sullo Sciliar durante 3 giorni o 5 giorni a scelta all’interno di 7 dal primo giorno d’utilizzo.