Sci di fondo a Nova Ponente

Autore
Manuel Demetz
Data
25.01.2021

Sci di fondo a Nova Ponente

Sole, neve… e fondo all'ennesima potenza!

Larici e abeti rossi si stringono in un candido mantello, i prati alpini scintillano sotto i raggi del sole e dalla neve si innalzano verso il cielo blu le pareti rocciose delle Dolomiti. Uno scenario da favola – proprio ciò che mi ha promesso Helene, fondista appassionata originaria del posto, quando ci siamo dati appuntamento per una mattinata sugli sci a Nova Ponente. 

La rinascita dello sci di fondo

Per lungo tempo, lo sci di fondo non è stato esattamente la prima scelta dei fan degli sport invernali. Ultimamente, tuttavia, nei suoi giri Helene incrocia sempre più persone, soprattutto giovani, sia del luogo che di passaggio. «Gli sportivi nel fiore degli anni sono attratti in particolare dallo skating», spiega. L'attuale tendenza a dare molto peso alla salute e al fitness così come il rischio ridotto di infortuni giocano a favore di uno sport che si dimostra olistico e delicato. Vedere la figura gracile e al tempo stesso potente di Helene che scivola sulla pista perfettamente preparata dà l'impressione che lo sci di fondo sia una disciplina semplice ed elegante. Ma per sfrecciare alla sua velocità, è necessario un allenamento costante. E difatti, se gli impegni in agenda lo permettono, Helene si aggancia gli sci ai piedi pressoché ogni giorno. 

Sugli sci sotto il sole

Prima di partire, studio la mappa delle piste di fondo di Nova Ponente. Non c'è che dire, ce n'è davvero per tutti i gusti! Chilometri e chilometri di piste preparate in modo impeccabile per sciatori esperti e fondisti alle prime armi, per chi è in vena di un giro in tutta calma e chi per la giornata ha aspirazioni ben più ambiziose. Ciò che mi colpisce maggiormente, a ogni modo, è l'ubicazione: i tracciati non si snodano attraverso valli ombrose e boschi oscuri, ma si sviluppano in lungo e in largo sull'altopiano che si estende tra il Catinaccio, il Latemar e, a sud, le cime del Corno Bianco e del Corno Nero. Ovvio, che Nova Ponente sia il paese con il maggior numero di ore di sole in Alto Adige non guasta affatto! :-)

La varietà: un'alleata della resistenza

Per il giro di oggi, Helene ha scelto l'itinerario circolare che passa davanti al maso Wölfl – un percorso di quasi 14 km che in un primo momento mi spaventa un po'. «Ma il dislivello è di appena 190 m», ribatte Helene. «Ce la puoi fare!» Mi sembra sia passata un'eternità dall'ultima volta che ho praticato il fondo. Eppure eccomi qui, sotto un cielo invernale che più azzurro non si può, tutto intento a ritrovare la coordinazione gambe-braccia mentre avanzo metro a metro sulla pista. L'agognata sosta al maso Wölfl la lasciamo per un'altra volta. Se vogliamo terminare ciò che abbiamo iniziato, non c'è alternativa: «Chi si siede al sole in terrazza può dire addio ai buoni propositi sportivi», afferma Helene con una risata. E prosegue senza neanche rallentare.

Dopo il bivio all'altezza del maso Wölfl, la pista con doppia corsia per lo stile classico e ampio tracciato per lo skating ci porta attraverso incantevoli boschi di larici fino a un piccolo altopiano. Qui, le nostre fatiche vengono ampiamente ricompensate da una vista spettacolare sulle cime del Latemar, innevate di fresco. Sbircio sotto il guanto per controllare sull'orologio multifunzione i chilometri che ci siamo lasciati alle spalle: 10,7! Provo una sensazione di stupore misto a orgoglio: «Ci siamo mossi piuttosto in fretta, no?» Helene sorride con aria furbetta e riparte con slancio. Probabilmente è abituata a un ritmo ben più veloce, altroché.

Fino al passo di Lavazè in barba alla stanchezza 

L'ultimo tratto del percorso si rivela una dolce discesa che ci riporta al punto di partenza. Se dicessi che al termine di questi 15 km non mi sento neanche un po' stanco, sarebbe una bugia bella e buona. Tuttavia, se avessi ancora abbastanza fiato e forza nelle gambe e nelle braccia, non ci sarebbero ragioni per fermarsi qui. La rete di piste di fondo attorno a Nova Ponente, infatti, si sviluppa su quasi 40 km – e come se non bastasse, è collegata attraverso un servizio navetta alla malga Laab, da cui si dipartono altri circuiti riservati al fondo che si spingono fino al passo di Lavazè. Quando, poi, si sentono scemare le riserve energetiche, le possibilità per ritemprarsi non mancano di certo. La pensione Unterkaplun, il maso Wölfl, il ristorante pizzeria Sportcenter, le malghe Laab, Neuhütt, Bel Riposo e Schmieder sono solo alcuni degli accoglienti punti di ristoro che combinano sci di fondo e dolce vita nelle Dolomiti.

Di ritorno all'hotel, una gradevole stanchezza prende il sopravvento. Perché, obiettivamente, lo sci di fondo è uno sport impegnativo. Proprio per questo attrae sia gli atleti abituati a mettere alla prova la propria resistenza sia gli sportivi meno allenati ma non meno ambiziosi. Il bello delle piste di fondo delle Dolomiti è che ognuno può percorrerle al ritmo che vuole.

Manuel Demetz

Provare nuovi percorsi, testare mountain-bike di ultima generazione, scoprire valli e trail sconosciuti: questa è la vera passione di Manuel! Ma ad essere sinceri Manuel non pensa alla bicicletta solo quando esplora l’Alto Adige nelle vesti di Content Scout per clicktext, l’agenzia altoatesina di Corporate Content…