“Faccio innanzitutto quello che ritengo giusto”
In visita da Michael Pfeifer che al maso Eisathhof coltiva circa 500 diverse varietà di ortaggi.
Al maso Eisathhof di Nova Ponente un giovane agricoltore coltiva tantissime varietà di ortaggi, con impegno e in armonia con la natura. Della sua attività beneficiano anche i ristoratori locali.
Il mucchio di fieno nell’orto si solleva e si riabbassa ritmicamente, come se respirasse. “Sarà una talpa o forse una rana”, dice Michael Pfeifer. Il giovane agricoltore, ventotto anni, sta lavorando in uno dei suoi orti, su un terreno in pendenza all’ingresso del maso Eisathhof. Accanto sono sistemate delle cassette di legno piene di cipolle. Il raccolto si è quasi concluso e l’estate volge al termine, la quarta che Michael trascorre lavorando a tempo pieno nel maso di famiglia, non lontano dall’abitato di Nova Ponente. Qui Michael ha avviato da diverso tempo la sua coltivazione di ortaggi, ma solo da alcuni anni riesce a vivere di questa attività. A contribuire alla svolta è stato, tra gli altri, un progetto che riunisce aziende agricole e ristoratori della Val d’Ega, promuovendo le forniture di prodotti locali.
Su una superficie di 4.000 metri quadrati, a 1.350 metri di altezza, crescono circa cinquecento varietà diverse di ortaggi, a partire da semi non ibridi che l’agricoltore riproduce e fa germogliare personalmente. “Nella coltivazione di ortaggi queste varietà, geneticamente stabili, rivestono un ruolo marginale”, spiega, proseguendo: “Le varietà ibride sono effimere e garantiscono un unico raccolto, ma danno risultati più uniformi. Per queste caratteristiche, sono più adatte alle monocolture e rispondono dunque meglio alle esigenze del mercato”.
Michael, però, non produce per il mercato. Ed è per questo che, pur non facendo uso di sostanze chimiche e rispettando l’ambiente, non ha richiesto la certificazione biologica per i suoi prodotti. Gli unici fertilizzanti che utilizza negli orti e nei terreni coltivati sono l’erba tagliata e il letame del bestiame del maso (pecore, galline e maiali).
Alcuni parassiti, come la lumaca spagnola, vengono tenuti a distanza con falciature regolari e con l’ausilio di preziosi alleati come le rane, che depongono le uova in canali appositamente scavati sotto gli orti. Per altri parassiti lo strumento più efficace è l’utilizzo di reti a maglia fine.
Michael ha avviato i suoi primi esperimenti con gli ortaggi quando andava ancora a scuola: “Una volta sono tornato a casa da una fiera con cinquanta diverse varietà di semi: pomodori, lattuga, cavolo cappuccio, lenticchie, semi di lino, cereali, patate…”, racconta.
Un agricoltore suo amico gli ha poi fatto conoscere Theodor Falser, chef stellato a Nova Levante, che è diventato il suo primo acquirente, dando inizio a una collaborazione ormai decennale. Negli anni, così come le coltivazioni si moltiplicavano negli orti, aumentavano anche i ristoranti riforniti, che sono ormai dieci.
Ad altri acquirenti i suoi ortaggi arrivano attraverso il progetto Eggental Taste Local. La piattaforma, lanciata nel 2022, permette alle aziende agricole della vallata di offrire i propri prodotti ai ristoratori locali, in modo semplice e pratico: “Nel mio ruolo di coordinatore di Nova Ponente, raccolgo le offerte degli agricoltori per la settimana successiva e le pubblico nel gruppo WhatsApp dedicato, dove i cuochi possono effettuare i loro ordini”, spiega Michael.
I vantaggi sono evidenti per entrambe le parti: i ristoratori acquistano ortaggi freschi della zona, gli agricoltori approfittano di un importante canale di vendita. “Il punto di forza del progetto è la collaborazione alla pari”, riassume Michael.
“Tra tutta questa varietà si trova sempre qualcosa di particolare capace di ispirare piatti speciali”
Facciamo un giro della serra, in un tripudio di pomodori: gialli, neri, rossi, striati, maculati, appuntiti, panciuti. In tutto ne crescono ben centoquaranta varietà diverse, alle quali si aggiungono trenta varietà di fagioli, venti di patate e altrettante di carote. Il maso produce inoltre diversi tipi di lattuga, zucchine, zucche, cavoli e legumi.
L’enorme varietà è garanzia di raccolti costanti: “A causa delle piogge abbondanti, l’anno scorso alcuni colleghi hanno perso l’80 per cento del raccolto di patate. Io, invece, ho avuto un calo di appena il 10 per cento perché alcune delle mie varietà rendono molto bene nei terreni umidi”, spiega ancora. Le sfumature e le forme degli ortaggi sono per i cuochi una fonte di ispirazione creativa. Da cuoco di formazione, Pfeifer lo sa bene: “Tra tutta questa varietà si trova sempre qualcosa di particolare capace di ispirare piatti speciali”, dice. All’Eisathhof mancano all’appello solo melanzane e peperoni – per loro il clima quassù è troppo freddo.
Il maso produce anche venti varietà di cereali diversi, riservati tuttavia al consumo domestico. Tutti i cereali vengono raccolti, trebbiati e macinati a mano. “Adoro lavorare gli impasti”, dice Michael che vive qui insieme alla compagna Alice, ai due figli e ai genitori Herta e Roman.
Se da alcuni anni Pfeifer può dedicarsi a tempo pieno alla coltivazione di ortaggi, trasformandola in un lavoro a chilometro zero, lo deve non solo ai ristoratori, ma anche ai clienti privati. Accanto agli ordini commerciali, il maso consegna infatti ogni settimana, a una dozzina di abbonati, cassette colme di ortaggi di stagione. L’agricoltore vende inoltre semenze e giovani piantine sia direttamente al maso sia nei mercati della zona.
Michael può contare sull’appoggio del padre Roman, giardiniere esperto ormai in pensione ma sempre attivo al maso, e sui volontari, reclutati attraverso la piattaforma “WWOOF” (World Wide Opportunities on Organic Farms), che danno una mano in cambio di vitto e alloggio. L’Eisathhof ne ospita fino a tre a stagione, dalla primavera al tardo autunno. Oggi incrociamo una coppia tedesca intenta a sgranare i piselli. Per Michael questi incontri sono più di semplici collaborazioni professionali: “Non ho più molto tempo per viaggiare. In compenso, sono i viaggiatori a venire qui e a condividere con noi un po’ della loro cultura”.
Durante le visite guidate al maso, Michael parla della sua attività, condividendo le sue conoscenze e la sua passione. Quanto grande sia un pomodoro o quanto diritta sia una carota, per lui non conta affatto: “L’aspetto più importante di un ortaggio è il sapore”, dice. Per Michael il lavoro tra campi e orti non è solo fonte di libertà e autonomia, ma anche il suo personale contributo alla transizione verso una dimensione nuova e più sana dell’agricoltura, incentrata su prodotti naturali e prezzi equi: “Faccio innanzitutto quello che ritengo giusto. Il ritorno economico viene dopo”. La sua grande fortuna? Potere conciliare entrambe le cose.
Estratto da: Eggental Magazine, 2025
Testo: Lisa Maria Gasser
Foto: Gabriel Eisath
Redazione: Exlibris, Bozen
CIRCUITI REGIONALI
Quello che cresce in Val d’Ega, rimane in Val d’Ega. Il progetto pilota Eggental Taste Local, nato nel 2022 per rafforzare la collaborazione tra agricoltura e ristorazione, permette ai masi di vendere ortaggi e uova direttamente ad alberghi e ristoranti della vallata, con l’obiettivo di condividere esperienze, imparare gli uni dagli altri e crescere insieme. Al progetto hanno aderito trenta strutture ricettive e quindici aziende agricole dei comuni di Nova Ponente, Nova Levante e Cornedo.
Approfondimenti sul progetto e sulle aziende aderenti: eggental.com/taste-local






